14-15 Febbraio 2026

Roma (Italia)

2 incontri di laboratorio di ceramica esplorativo sul senso del tatto

 

NFORMAZIONI GENERALI

  • Data: 14–15 febbraio 2026 —— h 10.00-12.30
  • Sede: laboratorio D. Mondovì– zona Piazza Bologna MB, ROMA
  • Durata: 2 giorni
  • Lingua: Italiano
  • Destinatari: Ragazzi/Adulti – ISCRIZIONE GRATUITA PER RAGAZZI 13-19 anni
  • Livello & prerequisiti: base-intermedio (non è richesta nessuna preparazione o abilità particolare)
  • Posti disponibili: 7 (prenotazione obbligatoria)
  • Note: si consiglia un abbigliamento comodo e che si possa sporcare (l’argilla comunque non macchia e va via con l’acqua)

 

CONTENUTI DEL CORSO

“Il tatto è il più antico e il più trascurato dei sensi, eppure è attraverso la pelle che impariamo a conoscere, a sentire e a ricordare” (P. Maurette)

 

Questo laboratorio di ceramica propone un’esperienza immersiva di soli due giorni dedicata al senso del TATTO, il più antico e spesso dimenticato dei sensi, e che rappresenta quel linguaggio primordiale che ci mette in relazione profonda con noi stessi e con il mondo.

Il tatto è il primo senso a svilupparsi nell’essere umano e il più esteso: ogni centimetro della pelle è un’interfaccia viva tra corpo, mente ed emozione. Le ricerche neuroscientifiche mostrano come il contatto tattile stimoli aree cerebrali legate non solo alla percezione sensoriale, ma anche alla regolazione emotiva, alla memoria e alla costruzione dell’identità corporea.

Attraverso l’esperienza manuale e il lavoro con la materia, il tatto diventa una forma di pensiero incarnato: modellare l’argilla attiva processi di attenzione, coordinazione, presenza e autoregolazione, migliorando la connessione tra sistema nervoso, respirazione e ritmo interno.

Il laboratorio di ceramica si fonda su questa consapevolezza: toccare, plasmare, sentire non è solo un atto creativo, ma un modo per riequilibrare la relazione tra corpo e mente, tra percezione e consapevolezza.

Il tema proposto durante questi due incontri sarà quello di stimolare una propria visione ed interpretazione dei cinque sensi attraverso la manipolazione dell’argilla. Lavorare l’argilla significa infatti abitare il contatto: percepire la materia che cambia sotto le dita, ascoltare le sue resistenze, riconoscere la nostra presenza nel gesto. Il corso prevede due incontri ravvicinati per dare la possibilità di elaborare il proprio manufatto in due differenti fasi plastiche della materia (morbida e successivamente più dura). L’intento è quello di trasmettere il potenziale che ognuno di noi ha di far parlare le mani dando forma concreta ai propri pensieri. Utilizzare le mani per lavorare l’argilla diventa così un esercizio di ascolto e presenza. Un’esperienza breve ma profonda, che restituisce al tatto il suo valore originario — quello di essere il senso che ci mette in contatto con la vita stessa.

Il corso è aperto a chi ha curiosità verso la materia, desiderio di esprimersi in maniera libera, senza aspettative di creare opere d’arte ma di lasciarsi catturare dalla materia…e l’opera d’arte verrà da sé!

Al termine del laboratorio ogni partecipante potrà portare con sé il proprio manufatto in ceramica. Una piccola forma che racchiude il tempo, il gesto e il contatto vissuti.

 

Docente

DEBORA MONDOVÌ

Vive e lavora a Roma dove fin dal 1977 pratica l’arte della ceramica. Si è diplomata in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma; dal 1994 insegna ceramica nel proprio studio e dal 2002 conduce laboratori di ceramica per conto di diverse Cooperative Sociali  (laboratorio di ceramica presso la 3° Casa Circondariale Rebibbia a Roma; attività di formazione presso il CDR PALESTRO Dipartimento di Salute Mentale ASL RMA inerente all’insegnamento della ceramica; Laboratorio di ceramica Cer-AMICA per AMICA con Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici LAZIO onlus).  In collaborazione con la Dott.ssa Maura Papi presenta “Il lavoro con la creta, che racconta e che trasforma l’incontro con sé stessi e con gli altri” all’ XI Congresso Nazionale della SIRP (Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale). È invitata a partecipare al corso di formazione “La riabilitazione nei servizi territoriali del DSM”, 2° ed. – asl rma – Regione Lazio – con un intervento sull’esperienza in merito alla conduzione dei laboratori artistici all’interno dei centri diurni. Nel 2024 le viene conferito l’incarico di docenza nell’ambito del Corso di alta Formazione: “Espressione Creativa e Arteterapia” presso l’Associazione S.I.P.E.A.

 


 

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Nome

 

 Per chi volesse approfondire, piccola bibliografia scientifica:
  1. Packheiser, J., Panagiotopoulou, E., Berretz, G., Friedrich, P., Habel, U., & Schütz-Bosbach, S. (2024).

A systematic review and multivariate meta-analysis of the physical and mental health benefits of touch interventions. 

Nature Human Behaviour. https://doi.org/10.1038/s41562-024-01841-8

Una delle più ampie meta-analisi mai condotte sul tema: include 137 studi con quasi 13.000 partecipanti e dimostra che il contatto tattile (massaggio, carezza, tocco sociale) riduce ansia, depressione e dolore, migliorando vari parametri fisiologici come il cortisolo e la frequenza cardiaca.

 

  1. Cerritelli, F., Esteves, J. E., Chiacchiaretta, P., Galli, M., & Perrucci, M. G. (2017). Effect of Continuous Touch on Brain Functional Connectivity Is Modified by the Operator’s Tactile Attention.

Frontiers in Human Neuroscience, 11, 368.

https://doi.org/10.3389/fnhum.2017.00368

Studio sperimentale con fMRI che mostra come un tocco continuo modifichi la connettività cerebrale nelle reti di default mode, insula e aree sensori-motorie. Fornisce evidenza diretta di un effetto “centrale” del tatto sulla regolazione nervosa e sulla percezione di sé.

 

  1. McGlone, F., Walker, S., & Trotter, P. (2024).

Touch medicine: Bridging the gap between affective neuroscience and clinical care.

Frontiers in Psychiatry, 15, 1390673.

https://doi.org/10.3389/fpsyt.2024.1390673

Revisione teorica di alto impatto che introduce il concetto di “Touch Medicine”, collegando la neuroscienza affettiva del tocco alle pratiche cliniche e terapeutiche. Riassume studi che mostrano il ruolo del tatto nella regolazione emotiva, nella relazione di cura e nel benessere psicofisico.

 

  1. Casals-Gutiérrez, S., Cerritelli, F., Esteves, J. E., & De Perti, S. (2020).

Interoception, mindfulness and touch: A meta-review.

Journal of Bodywork and Movement Therapies, 24(3), 365-377.

https://doi.org/10.1016/j.jbmt.2019.12.007

Meta-revisione che colloca il tatto nel quadro più ampio dell’interocezione e della consapevolezza corporea. Dimostra come la stimolazione tattile e le pratiche di attenzione somatica condividano reti cerebrali comuni, favorendo autoregolazione e integrazione mente-corpo.